Ci sono esperienze che, anche quando sono passate da tempo, continuano a influenzare il modo in cui ci sentiamo, pensiamo e reagiamo.
A volte è un evento chiaramente traumatico. Altre volte si tratta di esperienze ripetute, relazioni difficili, perdite, umiliazioni, episodi di paura o momenti in cui ci siamo sentiti senza possibilità di scelta.
Può succedere che la mente continui a reagire a qualcosa che, razionalmente, sappiamo essere ormai passato.
L’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, è un approccio psicoterapeutico sviluppato per favorire l’elaborazione di esperienze disturbanti e traumatiche.
Non significa cancellare un ricordo.
Significa permettere alla persona di ricordare ciò che è accaduto senza essere ancora travolta dalle emozioni, dalle sensazioni o dalle convinzioni che quell’esperienza porta con sé.
Che cos’è l’EMDR?
L’EMDR è un approccio psicoterapeutico evidence-based utilizzato soprattutto nel trattamento delle conseguenze psicologiche di esperienze traumatiche e disturbanti.
Quando viviamo un’esperienza particolarmente intensa, il modo in cui questa viene elaborata e immagazzinata nella memoria può essere diverso dal normale.
Alcuni elementi dell’esperienza possono rimanere fortemente associati tra loro: immagini, emozioni, sensazioni corporee, pensieri e convinzioni negative su di sé.
In determinate situazioni, qualcosa nel presente può riattivare queste tracce, facendo sentire la persona nuovamente in pericolo anche quando il pericolo non esiste più.
L’EMDR mira a favorire un processo di elaborazione adattiva di queste esperienze.
Quando il passato continua a presentarsi nel presente
Una delle caratteristiche delle esperienze traumatiche è che non sempre rimangono semplicemente “ricordi”.
Possono manifestarsi attraverso:
- immagini o ricordi intrusivi;
- incubi;
- forte attivazione emotiva davanti a situazioni apparentemente innocue;
- evitamento di luoghi, persone o situazioni;
- sensazioni corporee intense;
- difficoltà a sentirsi al sicuro;
- convinzioni negative su di sé, come “sono impotente”, “non valgo” o “non posso fidarmi di nessuno”.
In questi casi la difficoltà non è necessariamente ricordare ciò che è successo.
È il fatto che quel ricordo continua ad avere un impatto molto forte sul presente.
Come funziona una seduta EMDR?
L’EMDR non consiste semplicemente nel raccontare un trauma mentre si seguono con gli occhi i movimenti del terapeuta.
Prima di arrivare alla fase di elaborazione, è importante costruire una relazione terapeutica, raccogliere la storia della persona, comprendere le difficoltà presenti e sviluppare risorse utili per affrontare il percorso.
Quando la persona è sufficientemente preparata, terapeuta e paziente individuano gli elementi dell’esperienza su cui lavorare.
Durante la fase di elaborazione vengono utilizzate forme di stimolazione bilaterale, tra cui i movimenti oculari, mentre la persona mantiene l’attenzione sugli elementi disturbanti dell’esperienza.
L’obiettivo non è forzare il ricordo né rivivere il trauma.
Il processo viene accompagnato dal terapeuta, rispettando i tempi e le possibilità della persona.
Non è necessario raccontare tutto nei dettagli
Una delle preoccupazioni più comuni riguarda la paura di dover raccontare nei minimi dettagli un’esperienza traumatica.
L’EMDR non richiede necessariamente una narrazione dettagliata dell’evento.
Il lavoro terapeutico si adatta alla persona e al tipo di esperienza.
In alcuni casi può essere utile lavorare direttamente su un ricordo specifico. In altri può essere più importante intervenire sulle conseguenze attuali dell’esperienza, sulle convinzioni negative o sulle situazioni che continuano ad attivare una risposta di allarme.
Questo è particolarmente importante quando la storia traumatica è complessa o comprende esperienze ripetute nel tempo.
Il trauma non riguarda soltanto ciò che è accaduto
Quando si parla di trauma, si tende a pensare soprattutto all’evento.
In realtà, nella prospettiva psicoterapeutica è altrettanto importante considerare come quell’esperienza è stata vissuta e che cosa ha lasciato nella persona.
La stessa esperienza può avere conseguenze molto diverse a seconda della storia individuale, delle risorse disponibili, delle relazioni e del contesto.
Per questo il trattamento non consiste nell’applicare una tecnica a un evento.
Consiste nel comprendere la persona e il significato che quell’esperienza ha assunto nella sua vita.
EMDR e psicoterapia
L’EMDR non è una tecnica da utilizzare indipendentemente dal resto del percorso psicoterapeutico.
La valutazione iniziale permette di comprendere quali siano le difficoltà principali, quali risorse siano già presenti e quali interventi possano essere più appropriati.
In alcuni percorsi l’EMDR può rappresentare una parte centrale del trattamento. In altri può essere integrato con la terapia cognitivo-comportamentale, interventi di regolazione emotiva, mindfulness o altri strumenti psicoterapeutici.
La scelta dipende dalla persona, dagli obiettivi e dal momento del percorso.
Elaborare non significa dimenticare
Uno degli equivoci più comuni è pensare che l’obiettivo dell’EMDR sia eliminare il ricordo.
Non è così.
L’esperienza rimane parte della propria storia.
Ciò che può cambiare è il modo in cui quella storia viene ricordata e il significato che continua ad avere nel presente.
Un ricordo può smettere di essere qualcosa che riattiva automaticamente paura, vergogna o impotenza e diventare progressivamente qualcosa che appartiene al passato.
La persona può arrivare a pensare:
“È successo. È stato difficile. Ma adesso sono qui.”
Quando può essere utile
L’EMDR viene utilizzato soprattutto nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico e delle conseguenze di esperienze traumatiche.
Può essere preso in considerazione anche in relazione ad altre difficoltà quando esperienze disturbanti o traumatiche rappresentano un elemento rilevante del funzionamento attuale.
La valutazione di appropriatezza viene sempre effettuata all’interno di un percorso clinico.
Non esiste infatti una tecnica che sia automaticamente indicata per tutti.
Tornare dal passato al presente
Elaborare un’esperienza difficile non significa cambiare ciò che è successo.
Significa poter cambiare il modo in cui quella esperienza continua a vivere dentro di noi.
Il passato non può essere riscritto.
Ma può diventare possibile smettere di viverlo continuamente nel presente.
Nel mio lavoro
Integro l’EMDR all’interno di un approccio psicoterapeutico basato sulle evidenze scientifiche, valutando per ogni persona se e quando questo strumento possa essere indicato.
Il percorso parte dalla relazione terapeutica e dalla comprensione della storia individuale, per costruire gradualmente le condizioni necessarie affinché l’elaborazione possa avvenire in modo sicuro e rispettoso dei tempi della persona.
Perché lavorare sul trauma non significa semplicemente tornare indietro.
Significa poter tornare a vivere pienamente nel presente.
